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INTERVISTE

15/07/2015
L'Eco di Basilicata Calabria Campania - 15.07.2015

L'INIZIATIVA/Nel tempo, il sodalizio sportivo ha costruito un legame dettato solo dalla gioia reciproca di stare insieme, tanto da diventare un esempio per la valle
 
LA BELLA STORIA DELLA SOCIETÀ CALCIO DI VIGGIANELLO
 
Mi sono sempre chiesta cosa significasse, davvero, la parola squadra. Ho cercato nel tempo di carpirne a fondo il significato, quale fosse il valore aggiunto di una squadra in una comunità. Spesso non ci rendiamo conto di quello che diciamo, spesso usiamo parole di cui non abbiamo nessuna cognizione. Di questi tempi poi, la parola squadra viene piazzata dappertutto e il più delle volte essa, la parola, ne esce depredata del suo significato. Ma, a Viggianello una manciata di ragazzi ha restituito alla parola "squadra" il significato reale. L'ASD calcio (Società calcio di Viggianello) ha dimostrato nel tempo quel valore aggiunto. I ragazzi dell'ASD, oltre ai risultati sportivi che hanno portato alla loro comunità, ci insegnano, tutti i giorni il valore dell'amicizia, del rispetto, del bene e della voglia di stare insieme solo per la felicità che porta in sé, oltre gli inossidabili odi e le invidie, di cui la nostra comunità è dilaniata. Nel tempo, hanno costruito un legame dettato solo dalla gioia reciproca di stare insieme. Null'altro. Abbiamo incontrato il presidente Domenico Crescente alla vigilia della festa, di sabato 11 Luglio 2015, in cui verrà consegnata la coppa regione. La società sportiva ASD di Viggianello con la vittoria conseguita quest'anno della coppa regione può chiedere l'entrata nella prima categoria. Facciamo un excursus con il presidente della squadra Domenico Crescente.
"La società ASD nasce nel 2009 con il primo campionato di terza categoria, poi negli anni successivi è partita la richiesta di ripescaggio per partecipare al campionato di seconda categoria. Lo scorso anno l'attuale campionato. Già il secondo posto ci metteva nelle condizioni di chiedere il ripescaggio, potevamo essere scavalcati solo da chi, eventualmente, avesse vinto la coppa regione. L'abbiamo vinta noi, per cui siamo rimasti la prima squadra a chiederla. Ma la cosa più bella è sicuramente l'entusiasmo che intorno alla squadra si è creato negli anni".
L'ASD nasce da un gruppo di ragazzi che si sono messi insieme, come spesso succede in questi paesi, più per stare insieme che per altro, nel tempo questa voglia di fare sport è molto cresciuta, quest'anno ci sono dei bambini, i pulcini, per usare un termine tecnico, che si allenano con il capitano della squadra, Luca Palazzo.
"Si. Lo scorso anno i bambini giocavano con il Castrum Byanelli che è l'altra società calcistica di Viggianello che milita nel campionato C1 del calcio a cinque. Quest'anno è intenzione della società di iniziare un vero percorso cercando di avere quanti più ragazzi, dai pulcini ai piccoli amici fino agli esordienti, l'intenzione è anche quella di poter fare un'affiliazione con una società professionistica. A giorni uscirà un manifesto con queste indicazioni in cui saranno elencate le categorie e le modalità di iscrizione, il responsabile in questo caso sarà il nostro capitano che ha acquisito il patentino UEFA B che gli dà la possibilità di allenare fino all’interregionale, in termini tecnici fino alla vecchia serie D e che si occuperà dei ragazzi. La nostra società, dallo scorso anno ha inserito tra le proprie attività un campionato denominato terza categoria Over 35 che abbiamo disputato insieme a squadre campane, e dunque il campionato è stato gestito dalla FIGC campana. Il campionato è iniziato a Novembre ed è finito il 21 Giugno. Sicuramente un’esperienza da ripetere, poiché non è solo un modo per fare sport ma è anche rivedere vecchi amici, vecchi giocatori, un bel modo di stare insieme. Certo, le energie maggiori saranno spese per il campionato di prima categoria, anzi a questo proposito vorrei ricordare che questo è il risultato massimo raggiunto, storicamente, da una squadra del Viggianello, solo a metà degli anni '90 era stato raggiunto questo risultato".
Questi risultati sono stati raggiunti con l'allenatore Massimo Crescente. Mister Crescente nel campionato di quest'anno non sarà più con voi per motivi personali.
"E' stato un campionato ricco di soddisfazioni. Siamo partiti con l'idea di non fare brutta figura, sia sul piano tecnico che del comportamento e alla fine ci siamo quasi riusciti. Abbiamo perso il campionato nell'ultima giornata arrivando secondi anche nella coppa disciplina, che è un merito per squadre che lottano al vertice; c’è maggiore tensione, meno tranquillità. Essere arrivati secondi in disciplina è davvero un grande merito, per la società, per i ragazzi. Una nota di merito va al pubblico per la finale. Pochi campi hanno avuto una finale così partecipata ed emozionante, mille persone, la partita persa con un’autorete della squadra di casa conclusasi con i festeggiamenti alla squadra avversaria. In pochi campi sarebbe successo".
Un entusiasmo difficile da trovare in questi nostri paesi. Questa squadra insegna l’amicizia, la passione, una passione che muove tutto e tutti, piccoli, adulti, nonni. Secondo Lei qual è il motivo?
"Credo che, come in tutte le cose, quando c'è l'impegno in qualche modo vieni premiato, il risultato è sicuramente importante. Ma noi abbiamo un gruppo di ragazzi che hanno seguito e seguono l'allenatore e gli allenamenti, sempre. In un campionato che ci ha visto sempre nei primi posti dove abbiamo dovuto lottare per vincere, i giovanissimi, forse, hanno avuto poco spazio, ma loro non hanno fatto mancare, neanche per un momento, il loro sostegno, il loro entusiasmo, il loro impegno, tutto questo ha trascinato la componente giovani, oggi molti ragazzi si sono avvicinati alla squadra e, come spesso succede, quando esiste un elemento trainante la gente si avvicina E' davvero un orgoglio. Tutto si è ripetuto successivamente nella finale di coppa, sul campo del Viggiano. Come sappiamo Viggiano non è proprio dietro l’angolo ma, con la squadra c’erano più di cento persone, numeri impensabili che raccolgo solo quadre che fanno campionati superiori come la serie D e la C. Questo è un altro elemento che ci rende pieni di orgoglio e ci fa sperare che anche quest’anno sarà così. Si sa che il calcio rappresenta la passione più grande, almeno dal punto di vista maschile, ma la nostra squadra è stata costantemente seguita da tante ragazze, un’altra bella cosa".
Parliamo della festa di sabato 11 luglio…
"Queste feste non sono una novità per la nostra squadra. A prescindere dai risultati, negli ultimi anni la festa è stata sempre fatta coinvolgendo giocatori, dirigenti e qualche tifoso. Quest’anno ci siamo aperti ai tanti che hanno seguito la squadra. L’aspetto positivo per aver partecipato alla coppa e averla vinta, è stato quello che la nostra squadra è molto conosciuta a livello regionale e avendo giocato la coppa quando tutte le manifestazioni si erano concluse ha fatto si che ci fosse interesse sui media specifici, che si sono occupati di questa coppa con interviste e resoconti sulle partite. Vorrei ricordare che abbiamo un sito molto curato ed apprezzato, anche per questi motivi abbiamo voluto allargare la festa anche ai politici di zona, alle associazioni sportive. Sabato 11 sarà con noi il presidente della FIGC Basilicata, dott. Rinaldi, che consegnerà la coppa, certo un po' di delusione poiché i ragazzi l'aspettavano in finale, ma sarà un giorno di grande festa".
Presidente, come vede il prosieguo della squadra?
"Innanzitutto il ripescaggio, e dunque parteciperemo al campionato di prima categoria con i presupposti con cui abbiamo iniziato lo scorso anno. Siamo una delle poche società, se non l'unica, a fare una politica diversa, quella di avere in squadra ragazzi, anche di paesi lontani, a cui offriamo il piacere di giocare con noi ma senza rimborsi spesa, cosa che avviene dappertutto. Speriamo per il futuro di avere la passione di migliorare, anche per avere, almeno in qualche ruolo, qualche ragazzo in più ma sempre con questa politica. Avremo le attività del settore giovanile che vogliamo organizzare al meglio, capiremo dai numeri. L'impegno della società è quello di spendersi per tutte le attività indette dalla Federazione, certamente proseguiremo con gli over 35".
Dunque, tre competizioni: campionato, settore giovanile curato dal capitano Luca Palazzo e poi gli over 35...
"Vorrei parlare del nostro capitano. Luca è un ragazzo cresciuto nel nostro settore giovanile, molti dei ragazzi sono nati con noi. Negli anni tra il 2003/2006 abbiamo partecipato, nota di merito anche qui per realtà periferiche come le nostre, ai campionati regionali. Luca è passato dal settore giovanile a capitano della squadra".
Torniamo all'allenatore...
"Non è ufficiale, non ancora, ma credo siamo riusciti a trovare la soluzione più idonea. Un ringraziamento speciale a mister Crescente. Massimo è stato sempre con noi. Ha allenato i ragazzi da juniores quando abbiamo fatto l'esperienza di fusione con lo Sporting di Lauria, campionati di eccellenza e promozione. Quest'anno per motivi personali, come lei ricordava, non ha potuto dare la propria disponibilità per affrontare questo campionato. Lui, ha i meriti maggiori sia dal punto di vista tecnico che della tenuta, anche psicologica della squadra. Non era facile, dopo la delusione del secondo posto, riprendere a giocare e farlo come è stato fatto. Non dimentichiamo che in finale abbiamo vinto contro una squadra nata per diventare, nel giro di pochi anni, una delle maggiori realtà del calcio lucano. L'anno scorso ha vinto il campionato in terza, ha vinto la coppa, ha stravinto il campionato, ed era la favorita. La nostra partita era un po' come Juventus VS Barcellona, solo che noi non siamo stati la Juventus, abbiamo sovvertito il pronostico. La perdita di Massimo, come allenatore, ci ha creato un po’ di problemi; ci siamo guardati intorno e, pare, siamo riusciti a trovare una soluzione, forse la migliore. Abbiamo contattato un allenatore di esperienza che ha allenato, ed allena da anni, promozione, eccellenza, persino serie D. Non facciamo nomi per rispetto dell'ufficiosità della notizia. Crediamo di aver trovato la soluzione meno traumatica, conosce la realtà e i giocatori. Speriamo possa far bene".
Ultima cosa. Il punto di vista economico non è da sottovalutare. Questi ragazzi ci mettono l'anima, "cuore e testa", come dice spesso il capitano ma...
"Lo dicevo prima. Il calcio può ancora essere vivo in questa realtà solo se si opera come facciamo noi. Se si rincorre il giocatore che vuol essere pagato o vuole il rimborso spesa, può durare fino a quando qualcuno mette i soldi. Una motivazione importante per questa squadra è la passione. Noi vogliamo mantenere questa società per molto tempo ancora. Abbiamo pensato di fare così. I ragazzi lo sanno, qualcuno di loro ci mette la benzina (il temine che si usa è rimettere...noi vogliamo cambiare anche il termine), da noi è così. Se si sta con noi c'è una fortissima motivazione, in altri posti quando finisce una partita, spesso, non ci si saluta neppure. Da noi quasi sempre ci ritroviamo per stare insieme".
Si potrebbe pensare ad un'inversione di tendenza rispetto alle cifre astronomiche ed imbarazzanti del calcio. Sempre più ricco ma quasi senza anima, senza un vero entusiasmo...
"Vero. Noi facciamo tutto quello che c'è da fare dal punto di vista organizzativo. Abbiamo una discreta attrezzatura per gli allenamenti, tute, borsoni, giubbotti, organizziamo, quando è possibile, le trasferte anche con i pullman. Le spese ci sono, andiamo avanti ad azionariato. Sicuramente non sono cifre folli, qualche ragazzo si da fare per cercare sponsor. Se avessimo la spesa dei giocatori non potremmo farcela. Ma meglio così. La cosa più bella sono state le parole dei ragazzi di Lauria; hanno detto di voler stare con noi anche se altre società fossero disposti a pagarli. Bella sod-disfazione".
Dicono di essere una grande famiglia...
"Sembra una frase fatta ma è così. Basta guardarli quando sono insieme anche durante la settimana, anche quando molti dei ragazzi sono impegnati a scuola. Non rinunciano a stare insieme e sono bravi anche a scuola".
Una bella realtà in paesi come il nostro che muoiono lentamente...
"Difficile trovare altro da noi. Troppo lontani da altri impianti sportivi e da tante possibilità. Il calcio è tutto quello che abbiamo e da la possibilità ai ragazzi di fare sport ad un buon livello. Abbiamo in mente dei progetti. Le strutture sono poco adatte, c'è qualche interesse sul turismo sportivo. Speriamo di poter avere qualche risorsa".
 
Maddalena Palazzo
maddluv@libero.it