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INTERVISTE

01/12/2015
BasilicataGol - 01.12.2015

ANTONIO OLIVIERI, UN BOMBER CON LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI
L’attaccante del Viggianello appaia Stigliano fra i top scorer del girone B di Prima Categoria
 
di Antonello Lombari
 
Bomber di razza e di stazza, Antonio Olivieri ha la potenza nel tiro e nella testa. Nato a Maratea, il 9 ottobre 1986, fa il rappresentante in un'azienda di Lauria che si occupa della distribuzione di bevande e di prodotti per ristoranti e bar. Il suo hobby principale è il calcio, che pratica, mentre segue, comunque, diverse altre discipline sportive. Gli piace, infatti, guardare la tv e leggere libri e, soprattutto, le biografie sportive. Adora la sua famiglia, in senso allargato. Calcisticamente ha fatto quasi tutta la sua trafila giovanile nell'AC Lauria. Poi, ha dovuto sospendere, per un paio d'anni, a causa di problemi di studio. Nel senso che, studiando a Maratea e non avendo pullman in orari compatibili con quelli della scuola, si è visto costretto a risiedere in convitto a Maratea. Appena, però, fu creata una corsa che gli garantisse il ritorno a casa, tornò a giocare. Terminata l'esperienza della “scuola calcio”, fu prelevato dallo Sporting Lauria che militava nel campionato di Prima categoria. Qui è stato più di dieci anni, disputando tornei di Prima, Promozione ed Eccellenza. Due anni fa, a causa dei numerosi problemi, lo Sporting Lauria, abbandonò la scena, così Antonio Olivieri passò al Soccer Lagonegro, in Eccellenza. L'esperienza durò pochi mesi, perché la società, in corso d'opera, decise di proseguire il campionato con calciatori locali. “A dicembre -­ ricorda il bomber -­ il direttore Rizzitelli che, già mi aveva proposto di venire a Viggianello, mi contattò rinnovandomi la sua stima e dicendomi che i gialloverdi avevano bisogno di un attaccante. Così, dal primo dicembre dell'anno scorso è iniziata la mia avventura con il Viggianello”. Il resto è storia di questi giorni. Olivieri, con i suoi gol, ha accompagnato il Viggianello in Prima categoria. Decisivo il gol all'Oraziana Venosa, nella finale di Coppa Regione, a Viggiano, il 7 giugno scorso. Quest'anno si è ritrovato quasi da solo a portare avanti il peso dell'attacco gialloverde. Le contemporanee assenze di Dulcetti, trasferito al Castelluccio, e di Mainieri, infortunato, hanno messo l'attaccante, in condizione di caricarsi l'onere di realizzare e finalizzare le azioni dei compagni di squadra. E a questa chiamata, Antonio Olivieri ha risposto da campione, siglando ben 8 delle 10 reti messe a segno dal Viggianello, in questo scorcio di campionato. Un ottimo bottino, considerando che la squadra del Mercure non veleggia nei quartieri alti della classifica. Domenica scorsa, contro il Paternicum, ha avuto tra i piedi, fallendo l'occasione, la palla del 3-­0, su calcio di rigore. Era già accaduto alla prima, sempre in casa, con lo Sporting Calvello. Opportunità sciupate che, di fatto, gli hanno negato la possibilità di festeggiare, ora, questo primato in solitudine. Gli fanno compagnia, infatti, Vaccaro R. dell'Avigliano, nel girone A e Stigliano de Lu Tito, nel girone B della Prima categoria lucana.
Il Viggianello ha iniziato male in questo campionato. Ora, però, sta acquistando consapevolezza e personalità. Dove può arrivare?
“Secondo me ci possiamo togliere belle soddisfazioni. Rimanere nella categoria è una missione alla nostra portata. Con un po' di cattiveria in più, fuori casa, possiamo giocarcela con tutti. Però, dobbiamo affrontare ogni partita come se fosse una finale”.
Con la partenza di Dulcetti e l'infortunio di Mainieri, qualcuno, lì davanti, ti ha visto soffrire di solitudine. Evidentemente, però, se sei in testa alla classifica dei marcatori, la tua si può definire la solitudine dei numeri primi?
“No, assolutamente! Siamo solo tre attaccanti, questo è vero, ma chiunque è sceso in campo lo ha fatto dando tutto. Con Morelli avevo già giocato un po' di gare, l'anno scorso, mentre Di Napoli è stata una piacevole sorpresa di quest'inizio stagione. Tutti e tre attendiamo con ansia il ritorno di Mainieri, che può darci una grossa mano”.
Qual è il calciatore al quale ti ispiri?
Il mio idolo indiscusso è Alessandro Del Piero. Ho iniziato a seguire il calcio rimanendo estasiato di fronte alla sua classe e al tiro alla Del Piero. Mi piacciono, però, i giocatori che, alla tecnica, abbinano la potenza fisica e Ibrahimović racchiude il mio modello di giocatore perfetto.
Da più parti si sente parlare del grande collettivo del Viggianello. Qual è il segreto di questo gruppo?
“Essendo perlopiù formato da amici, prima che da calciatori, il motivo è presto spiegato: ci si allena e si gioca la domenica, felici di poter passare un paio di ore insieme a dei veri amici. E, questo discorso, si può allargare tranquillamente anche ai dirigenti: sempre disponibili e gentili. Siamo una grande famiglia!”
Secondo qualcuno il calcio è la metafora della vita. Fotografa un momento sì ed uno no della tua carriera calcistica.
“La vittoria della Coppa Regione dell'anno scorso è stata un'emozione unica, che ha fatto da contraltare alla cocente delusione per aver perso il campionato all'ultima giornata. Un momento no che ci ha dato la forza e la spinta per conquistare un qualcosa che in pochi credevano possibile. E' un po' il senso della vita: mai abbattersi e mollare. Usare, invece, le delusioni come stimolo a fare sempre meglio”.
Hai tra i piedi il tiro che regala una vittoria importante alla tua squadra e a te il primato dei marcatori. Inquadri la porta, sferri il tiro e calci con tutta la forza che hai. A chi dedichi questo gol?
“Ai miei compagni di squadra, perché senza di loro, tutto questo, non sarebbe stato possibile. Alla mia famiglia, ai miei amici e alla mia ragazza perché, nei momenti di gioia, vengono sempre in mente le persone importanti”.
 
 
http://www.basilicatagol.it/2015/12/01/antonio-olivieri-un-bomber-con-la-solitudine-dei-numeri-primi-003622/